Episode Transcript
[khadija] Benvenuti a Dreams in Motion, il podcast del World Arthritis Day 2026.
Io sono Khadija El Aoufy, infermiera e presidente di FOR RHEUMA APS.
E oggi partiamo da un momento che, per molte persone, resta impresso per sempre:
il giorno della diagnosi. C’è chi lo ricorda come un sollievo.
Finalmente, dopo mesi di dolore, stanchezza, esami e domande, qualcuno dà un nome a quello che sta succedendo. E poi c’è la paura. Perché una diagnosi può cambiare il modo in cui immagini il futuro.
Il lavoro. La famiglia.
I viaggi. Lo sport.
La tua quotidianità. Ma la diagnosi non è la fine dei tuoi progetti.
Può essere l’inizio di un percorso nuovo, fatto di conoscenza, cura e consapevolezza.
Oggi parleremo proprio di questo: di cosa significa ricevere una diagnosi e di come riprendere in mano la propria salute, un passo alla volta.
[khadija] Con me c’è Camilla, che ha ricevuto la diagnosi di Artrite Reumatoide 7 anni fa.
Camilla, benvenuta e grazie di essere con noi.
Ti faccio una domanda semplice, ma non facile.
Quando pensi al giorno della diagnosi, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
[PAZIENTE- camilla ] Ricordo soprattutto quella sensazione di avere finalmente una risposta.
Dopo mesi di visite, esami e dubbi, qualcuno aveva dato un nome a quello che stavo vivendo.
Da una parte ero sollevata.
Dall’altra avevo paura.
La parola “cronica” mi aveva spaventata molto.
Ho pensato subito:
“E adesso cosa cambia?”
Mi chiedevo se avrei continuato a lavorare, a fare progetti, a vivere la mia vita come prima.
E soprattutto non sapevo cosa sarebbe successo dopo quella visita.
Ricordo che sono uscita dalla visita e ho telefonato a mia sorella. Non sapevo nemmeno da dove cominciare. Avevo tante informazioni, ma nella testa avevo soprattutto una domanda: "E adesso cosa succede?"
[khadija]
Quindi non era solo la diagnosi. Era tutto quello che veniva dopo.
[PAZIENTE- camilla] Esatto.
Avevo ricevuto tante informazioni, ma in quel momento era difficile capire cosa fosse davvero importante.
Avevo domande.
Ma alcune mi sono venute in mente solo dopo essere uscita dall’ambulatorio.
[khadija] È una cosa che capita spesso.
Durante una visita ascolti, cerchi di capire, magari sei anche emozionato.
Poi esci e ti accorgi che avresti voluto chiedere molto altro.
[khadija] Per capire che cosa succede dopo una diagnosi, ne parliamo con il dottor Francesco, medico Reumatologo.
Francesco, partiamo dalle basi.
Quando parliamo di malattie reumatologiche, di che cosa stiamo parlando?
[REUMATOLOGO-Francesco] Parliamo di un gruppo molto ampio di malattie. Abbiamo oltre 200 condizioni. Possono coinvolgere articolazioni, muscoli, ossa e, in alcuni casi, anche organi interni.
Alcune, come l’artrite reumatoide o le spondiloartriti - cioè le forme infiammatorie che colpiscono soprattutto colonna vertebrale e articolazioni - sono malattie croniche. Il sistema immunitario attacca per errore i tessuti del proprio corpo.
Questo significa che richiedono un percorso di cura e di monitoraggio nel tempo, in quanto malattie croniche che talvolta accompagno lungo il percorso di vita.
[khadija] E perché è così importante arrivare alla diagnosi e iniziare il percorso di cura il prima possibile?
[REUMATOLOGO-Francesco]
La diagnosi precoce è fondamentale. Perché, in molte malattie reumatologiche infiammatorie, intervenire precocemente può fare una differenza importante. Le terapie disponibili oggi possono aiutare a controllare la malattia e a ridurre il rischio di conseguenze a lungo termine.
Parliamo della cosiddetta “finestra di opportunità”: le prime settimane o i primi mesi dopo la comparsa dei sintomi. Iniziare presto, in molte forme, significa preservare la funzione delle articolazioni. Significa anche ridurre il rischio di danni a lungo termine.
La diagnosi è il punto da cui comincia il percorso.
[khadija] Quindi ricevere una diagnosi non significa avere già tutte le risposte.
Significa iniziare a costruirle insieme al proprio team.
[REUMATOLOGO-Francesco]
Esattamente.
E avere informazioni comprensibili aiuta la persona a partecipare in modo attivo alle decisioni che riguardano la propria salute.
[khadija]
E qui entra anche una figura che vogliamo valorizzare molto in questo podcast. L’infermiere di reumatologia.
Con noi c’è Ramona, infermiera di reumatologia.
Quando una persona riceve una diagnosi, qual è il primo passo concreto che può fare?
[INFERMIERE- Ramona]
Il primo passo è non sentirsi obbligati a capire tutto subito.
Puoi iniziare da tre domande molto semplici.
Qual è il nome della mia malattia?
Che cosa succederà nei prossimi mesi? chiedere quale sarà il piano di follow-up — ogni quanto rivedersi, quali esami fare.
E, soprattutto, chi posso contattare se ho un dubbio o se qualcosa cambia? chiedere chi contattare se qualcosa cambia rapidamente, perché una malattia infiammatoria può avere fasi acute alternate a fasi di relativo “silenzio”.
Sono domande semplici, ma aiutano a trasformare la confusione in un percorso.
[khadija] Quindi anche imparare a fare domande fa parte della cura.
[INFERMIERE- Ramona]
Assolutamente.
E può essere utile anche prepararle prima della visita.
Scriverle sul telefono o su un foglio può sembrare una cosa piccola.
Ma durante una visita può fare una grande differenza.
[khadija] Torniamo a te, Camilla.
Che cosa ti ha aiutato davvero nei primi mesi?
[PAZIENTE- camilla]
All’inizio, soprattutto, avere qualcuno con cui parlare.
Avevo tante paure e cercavo risposte ovunque.
Poi ho capito che non tutte le informazioni che trovavo erano adatte alla mia situazione o attendibili dal punto di vista scientifico.
Mi ha aiutato molto imparare a fare domande durante le visite.
E anche sapere che potevo contare su un’équipe.
E l’associazione pazienti, nel mio caso ANMAR: lì ho trovato informazioni chiare e persone che avevano già affrontato quello che stavo vivendo io.
[khadija] Restando in tema di équipe: chi segue, in pratica, una persona con malattie reumatiche? Molti pensano solo al reumatologo. Professoressa, quanto conta il rapporto con il team?
[REUMATOLOGO-Francesco]
Conta moltissimo.
La gestione di una malattia reumatologica non riguarda solo un momento della visita.
È un percorso.
Il reumatologo ha un ruolo centrale nella diagnosi e nelle decisioni terapeutiche, ma la persona può avere bisogno di competenze diverse durante il percorso.
[khadija] Ed è qui che entra l’équipe multidisciplinare.
[INFERMIERE- Ramona]
Il reumatologo è il punto di riferimento clinico, ma non lavora da solo. Io, come infermiera di reumatologia, mi occupo di educazione terapeutica e di continuità delle cure.
A seconda delle esigenze possono essere coinvolti altri professionisti, come il fisioterapista, il terapista occupazionale, lo psicologo, il farmacista e il medico di famiglia.
L’obiettivo è uno solo:
fare in modo che la persona non debba affrontare tutto da sola.
[khadija] C’è però un’altra esperienza che molte persone raccontano.
La sensazione che gli altri non capiscano davvero quello che stai vivendo. Ti è mai successo?
[PAZIENTE- camilla]
Sì. Soprattutto quando ero più giovane. Mi è capitato di sentirmi dire: “Ma sei giovane.” Oppure: “Non sembra che tu stia così male.”
E a volte era difficile spiegare una cosa che dall’esterno non si vede.
Con il tempo ho imparato a non doverlo giustificare a tutti i costi.
[INFERMIERE- Ramona] Questo è importante.
Il fatto che un sintomo non sia visibile non significa che non esista.
E non devi sentirti obbligato a dimostrare continuamente quanto stai male.
Può essere utile coinvolgere una persona di fiducia.
Per esempio, portarla con te a una visita.
Avere qualcuno accanto può aiutare a ricordare le informazioni, fare domande e sentirsi più sostenuti.
[khadija] E questo ci porta a un messaggio importante: chiedere aiuto non significa perdere autonomia.
Significa costruire una rete intorno a te.
Ne parleremo ancora nell’episodio 5, dedicato proprio al cerchio di supporto.
[khadija] Prima di chiudere, vogliamo lasciarti con tre cose concrete.
Tre passi da portare con te dopo una diagnosi.
[REUMATOLOGO-Francesco] Primo: conosci la tua diagnosi.
Chiedi di spiegarti con parole semplici che cosa significa e quali sono gli obiettivi del percorso di cura.
[INFERMIERE- Ramona] Secondo: prepara le tue visite.
Scrivi domande, sintomi, cambiamenti e dubbi.
Portarli con te può aiutarti a utilizzare meglio il tempo della visita.
[REUMATOLOGO-Francesco] Terzo: non affrontare tutto da solo.
Il tuo team sanitario e le associazioni di pazienti possono essere parte del tuo percorso.
E quando hai dubbi sulle terapie o sulla tua salute, confrontati sempre con i professionisti che ti seguono.
[khadija]
Tre passi semplici.
Conoscere.
Prepararsi.
Chiedere supporto.
E ora una domanda finale.
Se oggi ci sta ascoltando una persona che ha appena ricevuto una diagnosi, cosa vorresti dirle? oggi che cosa diresti alla persona che eri il giorno della diagnosi?
[PAZIENTE- camilla] Vorrei dirle che è normale avere paura.
È normale sentirsi confusi. E che non deve cercare di risolvere tutto in un giorno.
La diagnosi non dice chi sei.
Racconta solo il nome di una condizione che, con il tempo, puoi imparare a conoscere e a gestire.
La tua vita può cambiare.
Ma questo non significa che debba smettere di avere spazio per le relazioni, il lavoro, le passioni e i progetti.
Devi continuare a fare domande.
Accettare l’aiuto degli altri.
E andare avanti un passo alla volta.
[khadija]
Credo che sia questo il messaggio con cui vogliamo aprire Dreams in Motion, la serie di podacast dedicati al World Arthritis Day 2026.
Prendere in mano la propria salute non significa avere tutte le risposte.
Significa sapere quali domande fare, conoscere le persone che possono aiutarti e continuare a immaginare il tuo futuro.
Grazie a Camilla, al nostro reumatologo Francesco ed alla nostra infermiera Ramona. Grazie a te, che ci stai ascoltando per esser stato qui con noi. E ti aspettiamo nel prossimo episodio dove parleremo di fatigue, quella stanchezza intensa e persistente che può accompagnare le malattie reumatologiche.
Parleremo di come riconoscerla e di come affrontarla senza rinunciare ai propri obiettivi.
[khadija]
Trovi l’infografica dedicata a questo episodio sui siti di FOR RHEUMA APS, ANMAR, SIR-Società Italiana di Reumatologia e Università di Genova, con i messaggi principali dell’episodio. Trovi il Link in descrizione.
Le informazioni condivise in questo podcast hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del tuo team sanitario. Per qualsiasi decisione riguardante la tua salute, confrontati sempre con il tuo reumatologo e con i professionisti che ti seguono.
Dreams in Motion è realizzato grazie al finanziamento di EULAR dedicato al World Arthritis Day 2026- Giornata Mondiale dell’Artrite.
Io sono Khadija El Aoufy e vi aspetto al prossimo episodio.